NEWS ED EVENTI

Gli eventi più importanti li create voi con le vostre pubblicazioni, infatti la presentazione delle vostre opere vengono sempre accompagnate da un piccolo spettacolo teatrale, musicale e di solito inserite in manifestazioni di rilievo. Un buffet e la partecipazione attiva del pubblico poi rende ancor più piacevole l’incontro con l’autore. Spesso questi eventi si organizzano nelle scuole, terreno molto fertile dove poter seminare pensieri, parole, sentimenti, storia, cultura e parlare discutere a tu per tu con le giovani generazioni.





18 December 2016 IL PANE ROSSO IL PANE ROSSO

  “Mi racconti una storia?” È questo il filo conduttore che unisce i 14 racconti brevi di “Racconti e memorie - Il pane rosso”, un’iniziativa promossa dalla Associazione Culturale L’Altritalia e dalla Compagnia Teatrale Il piccolo resto per raccogliere ricordi e testimonianze sulla Seconda Guerra Mondiale. Se è vero che “la storia siamo noi, nessuno si senta escluso”, allora siamo noi tutti che dobbiamo raccontare la storia, in modo che la parola riscatti il dolore. Scrivere è sempre “un atto politico”, civile, che recupera chi non ha avuto voce nel divenire degli eventi, i “sommersi” dalla vita, che ricostruisce e fa rivivere quello che la storia stessa ha distrutto. Così la pagina bianca, raccogliendo il dolore, la paura, le urla, il sangue, le macerie, la morte, diventa luogo di riscatto. Ma perché questo miracolo accada deve essere custodita la memoria; il ricordo, allora, affidato alla parola, resiste e, resistendo, esiste. Vive. Rita Crisanti  

12 October 2016 I GRANDI INTERPRETI DELLA CUCINA ABRUZZESE. La storia, l'attualità. I GRANDI INTERPRETI DELLA CUCINA ABRUZZESE. La storia, l'attualità.

  Il libro di Antonio Di Lello e Giuseppe Manzi che presentiamo all’attenzione del Lettore e` un’opera che mancava nel variegato mondo della Cucina per le caratteristiche e le qualita` che si potranno facilmente rilevare nella lettura dell’opera stessa. La prima cosa da rilevare e` che la matrice comune in tutto il libro puo` essere ricondotta ad un solo nome: Villa Santa Maria, meglio conosciuta nel mondo come Patria dei Cuochi; un nome che compare come una grande garanzia per la Cucina, intesa come Mestiere, Lavoro, Arte e Cultura. Il Libro si apre con un approfondito sguardo alle origini dell’Arte Culinaria nella Valle del Sangro, partendo dalla famiglia Caracciolo, la cui dimora puo` essere considerata come luogo di nascita della prima scuola alberghiera, con brevi cenni sulla vita del rampollo di questa famiglia, il giovane Ascanio Caracciolo che, divenuto Santo, sara` proclamato Patrono dei Cuochi d’Italia. Passa poi a ricordare i grandi cuochi e straordinari “Munzu`”, che da questi posti hanno portato la loro Arte in tutto il mondo e che con la propria Arte hanno servito la Storia e conquistato il mondo recandosi all’estero e facendo parlare di se ovunque nel mondo stesso. Viene inoltre messo in risalto e in evidenza il fatto che questi grandi operatori della Cucina hanno avuto anche le capacita` di divenire imprenditori e manager come autori della nascita di importanti localita` turistiche, quali per esempio la rinomata Roccaraso, o come uomini di punta nel campo della ricerca alimentare nazionale e americana. Non viene pero` taciuta l’altra grande caratteristica di questi Cuochi come coloro che hanno fatto della Cucina non solo un lavoro, ma anche e soprattutto un’Arte, guadagnandosi in alcuni casi epitaffi come “Cuoco scultore”, per aver creato vere e proprie sculture alimentari, di impareggiabile bellezza, degne della mano di grandi scultori, o come “Cuoco del cinema” per essere stati artefici di pranzi e buffet presenti in grandi opere cinematografiche. In un’opera del genere non poteva dunque mancare la presentazione della manifestazione culinaria forse piu` importante d’Italia che, con sede proprio a Villa Santa Maria, riunisce ogni anno, nel mese di ottobre, un folta schiera di grandi cuochi italiani. Questi artefici della Cucina, in questa Rassegna culinaria • da una parte rendono onore al loro Patrono San Francesco Caracciolo, portando in processione il suo simulacro e offrendo al Santo l’olio che servira` per tenere accesa una lampada votiva davanti al simulacro stesso, con una cerimonia molto toccante nel vedere questa immensa folla di “berrette bianche” attorno alla Sacra Immagine, simbolo della loro profonda fede per il loro Santo; • dall’altra si rendono artefici di finissimi e succulenti preparazioni culinarie e di affollati e unici buffet, che fanno la gioia dei palati della impressionante folla di Visitatori, che in quei giorni, richiamati dalla manifestazione, si ritrovano numerosissimi a Villa Santa Maria.   E in tutto questo gli Autori non potevano fare a meno di presentare il prestigioso Istituto Alberghiero di Stato di Villa Santa Maria, meglio noto come Scuola Alberghiera di Villa Santa Maria, famosa in Italia e nel Mondo, raccontandone la meravigliosa storia dalla nascita fino ai giorni nostri e ricordando i suoi impareggiabili insegnanti di ieri e di oggi. Tutto questo patrimonio artistico, culturale e storico il Comune di Villa Santa Maria e la Parrocchia hanno fatto si` che non venisse mai dimenticato, istituendo nel paese rispettivamente un Museo dei Cuochi e un Museo di San Francesco Caracciolo, unici in Italia, frequentati ogni anno da numerosi visitatori, il primo dei quali illustrato nel Libro con maestria e professionalità.   Ma il capitolo più importante per ciò` che l’Opera può rappresentare per il futuro, a dimostrazione che questa Arte non appartiene solo al passato, ma e` fortemente proiettata al futuro, e` quello dedicato ai Grandi interpreti di oggi. Raccoglie curriculum e ricette di 20 prestigiosi giovani interpreti dell’Arte culinaria, che hanno raggiunto livelli altissimi ed eccezionali nel mondo della Cucina, ma che conservano quell’elemento comune che, come abbiamo detto fin dall’inizio, pervade tutta l’opera: sono nati a Villa Santa Maria o hanno studiato nella Scuola Alberghiero di Villa Santa Maria, dimostrando che la fama di questo piccolo illustre paese della Valle del Sangro nel mondo della Cucina non e` usurpata o illusoria, ma guadagnata e vera. Siamo sicuri che questa pregevole opera diventera` una pietra miliare nella Cucina Italiana e come tale riteniamo che non possa assolutamente mancare nel patrimonio librario culinario di tutti gli amanti e gli studiosi della Cucina. Giuseppe Finamore Sindaco di Villa Santa Maria gia` Chef della Camera dei Deputati    

12 October 2016 SAPORI D'AUTORE SAPORI D'AUTORE

  ANTONIO BISELLI - Nato a Subiaco (Roma) il 25 gennaio 1947. La sua passione per la cucina risale a quando il nonno Riccardo, contadino allevatore, lo portava nelle cucine dei grandi hôtel di Roma per recuperare gli avanzi da utilizzare per l’alimentazione dei suoi suini. Il piccolo Antonio, mentre il nonno era occupato a ritirare il cibo per i suoi animali, assisteva, affascinato, in quelle enormi cucine, al lavoro dei cuochi, che ognuno, nel proprio settore, stava preparando. Fu questo ambiente che decise della sua vita di cuoco. All’età di 13 anni (1960/1961) si iscrive alla Scuola Alberghiera di Casalpalocco di Ostia, e qui affina la sua passione apprendendo anche tanta tecnica. Diplomatosi nel 1964/65, inizia il suo lavoro in qualità di comis di cucina presso l’Hôtel Regina di Via Veneto a Roma. Nel 1963 fu chiamato al servizio militare, allora obbligatorio. Nel 1968, appena congedato, trova subito una nuova sistemazione, sempre da comis, all’Hôtel Excelsior di Via Veneto a Roma, ma 1969, viene promosso chef di partita. Nel 1970 trova una migliore sistemazione presso il ristorante Perilli in via Boncompagni a Roma. Nel 1972 viene contattato ed assunto in casa del presidente internazionale della Squibb a Roma e qui rimane 5 anni cuoco unico. Grande stimolo ad innovare e migliorare gli fu dato dalla padrona di casa, ma quando il presidente si trasferì a Londra, nel 1977, il nostro Tonino trovò sistemazione nell’hôtel di “Villa Radiose” in via Aurelia. Nel 1978 arriva la sua grande occasione: incontra il grande maestro Arnaldo Buffetti, executif chef dell’hôtel Marini, e qui, con la qualifica di assistente chef, per tre anni, approfondisce e migliora ulteriormente la sua preparazione. Dopo questo periodo, per motivi di famiglia, a malincuore, si trasferisce al Midas Palace in Via Aurelia, dove incontra lo chef Sandro Pandozzi. Qui la sua carriera cresce e si consolida; passato lo chef Pandozzi al settore Food & Beverage, rientra lo executif chef Arnaldo Buffetti e per circa 22 anni lavorano insieme fino a quando il Midas cambia gestione e diventa Jolly Midas. Un aneddoto che riguarda lo chef Buffetti sottolinea come il mestiere di chef è ed è sempre stato espletato con grande etica professionale da Antonio Biselli. Invitato a pranzo dal Buffetti, a sorpresa, era ansioso e preoccupato. A fine pranzo, con un tono sussurrato che dava ancor più suspence all’incontro, il maestro disse: “Caro Tonino da oggi hai la mia autorizzazione a darmi del tu”, e si finì per brindare con lo champagne. Questo per il nostro chef è stato il momento della sua vera investitura. Nel 2000 dopo la trasformazione del Midas, Tonino si trasferisce al Leonardo Da Vinci, in via dei Gracchi con incarico superiore di executif chef e qui rimane per tre anni. Rientra, poi, al Jolly Holiday con questo incarico finché apre, insieme a Franco Attenni, un’azienda, “Sapori d’Autore” che si occupa di catering. La sua lunga esperienza lo ha portato a costituire un team che oggi ha circa 15 dipendenti che serve aziende, enti pubblici e privati come: ministeri, scuole, asili e mense aziendali. Socio dal 1979 dell’associazione romana cuochi, sindaco della stessa per circa 4 mandati e membro del collegio Co.Co.Rum., oggi riveste anche la carica di tesoriere dell’associazione cuochi Lazio.  

30 August 2016 Eravamo...CAPELLONI...ma non troppo Eravamo...CAPELLONI...ma non troppo

La stagione degli Anni ’60 rimarrà a lungo nella mente di coloro che l’hanno vissuta da protagonisti. È la storia di decine di giovani, poco più che adolescenti, che nell’arco di un decennio si sono resi protagonisti della scena musicale lancianese segnando, in qualche maniera, la storia musical - leggera di una città conosciuta ovunque per le gloriose tradizioni musicali sinfoniche. Nessuno dedicherà loro, mai, una pagina perché la musica che si sviluppava in quel periodo aveva ben altri protagonisti a livello nazionale ed internazionale. La scena musicale lancianese di quegli anni non fu “esportata”. Si sviluppò nell’interland frentano ed ivi rimase insieme alla gente che appoggiava le iniziative, si divertiva, si schierava a sostegno dell’uno o dell’altro gruppo musicale (fans) vivendo il cambiamento in maniera semplice, ma intensa come se Lanciano fosse il centro del mondo.

20 April 2016 LA FATTORIA DI CORTE CHIUSA LA FATTORIA DI CORTE CHIUSA

Dormiva immersa in un’immobile quiete la fattoria di Corte Chiusa. Una luna d’argento vegliava sul sonno di mucche, maiali e cavalli. Una brezza leggera cullava il riposo di pecore, asini e capre. Comodo e caldo era il giaciglio di conigli, gallo e galline. Tutto era com’era sempre stato: certo, medesimo, immobile. Un divenire statico, uguale a se stesso, dove tutto procedeva secondo quel che era, che doveva essere,che sarebbe stato.Nessun uccello dormiva nella fattoria di Corte Chiusa:lì non erano ammessi gli uccelli.


templatemo.com

VUOI ORGANIZZARE UN EVENTO?


Vuoi organizzare un evento ma non sai come fare? noi possiamo farlo per te. contattaci.